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SEO Twitter e Terrorismo Islamico 2.0

14 April 2009, di Roldano De Persio

Su Internet si combatte il terrorismo, o meglio ci sono popoli e nazioni impegnate pure qui sopra in una lotta all’ultimo bit. Ci sono popoli e nazioni, che hanno compreso l’importanza strategica di questa nuova frontiera che è il web. Una volta c’era lo spazio, ora c’è il web a dover essere esplorato e conquistato. Il web, anche quello 2.0 è diventato il luogo della sfida tra ideologie e poteri e ci sono popoli e nazioni che hanno capito benissimo quale è la posta in gioco.

C’è poi l’Italia. L’Italia è un paese che, come hanno dimostrato molto chiaremente i recenti fatti del terremoto in Abruzzo, fa sempre fatica a stare al passo con i tempi, specie se la storia va a braccetto con la tecnologia.

Purtroppo sembriamo essere un popolo di allergici a tutto ciò che è nuovo e avanzato. Tranne alcuni casi di menti eccezionali, spesso costrette ad emigrare, nella media siamo incapaci di rapportarci con la tecnologia. Probabilmente il motivo principale di questa debolezza, oltre all’ignoranza endemica che pervade larga parte della popolazione italiana, in alcuni casi persino analfabeta, è il fatto che la tecnologia, i computer le macchine insomma non scendono a patti con nessuno…mica sono la televisione.

Hall 9000 non fa compromessi, non perdona e non accetta bustarelle. Internet fa quello che deve fare punto e basta e non ci sono pizzi da pagare. L’unico requisito è studiare e mettersi in paro con il resto del mondo. Il paese delle mille licenze, degli ossequi e delle genuflessioni questo semplice fatto, che appartiene più alla cultura protestante, non lo comprende. L’italiano medio non capisce come mai non ci sia una scappatoia, un trucchetto un modo per non fare la fila, un ennesimo escamotage per votare in parlamento anche per il compagnio di banco e… maledetta tecnologia che arrivata pure a Montecitorio.

Per mala sorte dei poveri italiani oltre al terremoto, che il Giappone ipertecnologico avrebbe bellamente ignorato, nel mondo c’è anche il terrorismo islamico. Entrambi iniziano per terr ed entrambi fanno molti morti. Entrambi richiedono di imparare a maneggiare la tecnologia.

Il resto del mondo sta, come si dice con le orecchie attizzate ed è notizia di questi giorni che in UK perfino il SEO verrà utilizzato come arma di controinformazione per arginare la diffusione nella rete della propaganda integralista islamica. Il SEO, vi rendete conto? Robba che nemmeno i nostri quotidiani più importanti sanno dove sta di casa il SEO, figuriamoci il resto del paese.

Perché il SEO  potrebbe essere così importante per la lotta al terrorismo? Inoltre allo stato attuale con la diffusione dei Social Media che intendiamo per SEO per l’antiterrorismo?

Le informazioni a nostra disposizione su cosa intenda il Office of Security and Counter-Terrorism (OCST) per SEO sono praticamente nulle. Abbiamo solo un breve comunicato da parte del British Home Secretary Jacqui Smith:

“We will host a core network of people who will put forward positive messages from the British Muslim community on the internet, directly challenging the extremists that set out to groom vulnerable individuals.”

Funzionerà? Ancora non lo sappiamo. Resta però certo che i servizi segreti e i gruppi anti terrorismo cominciano ad utilizzare il web 2.0 come un vero campo di battaglia dove le armi sono le tecniche che consentono di avere la supremazia su Google e sui Social Media come Facebook e Twitter.

Un ultimo esempio di come anche Twitter sia diventato il campo d’azione della lotta contro il terrorismo è il gruppo isreaeliano Jewish Internet Defense Force, che su Twitter ha un account abbastanza attivo JIDF

Jewish Internet Defense Force

Come potete constatare anche voi internet non è più solo il luogo di chat occasionali e reimpatriate su Facebook. Internet è ormai la realtà, una vera second life dove nel colorato web 2.0 si nascondono insidie insospettabili.

Questo semplice fatto noi italiani dovremmo valutarlo con più attenzione degli altri, proprio per evitare che una certa notte alle 3.30 succeda l’irreparabile anche qui su Internet 2.0

SEO che? Tre manuali per cominciare a fare sul SEO

10 November 2008, di Roldano De Persio

Il SEO ovvero Search Engine Optimization è la disciplina o meglio l’arte che ha come scopo quello di riuscire a posizionare siti o blog tra le prime posizioni delle prime pagine dei risultati dei motori ricerca (SERP). Esistono dei manuali che sono ottimi per familiarizzare con il SEO e visto che il SEO in Italia come anche negli Stati Uniti viene ancora visto da molti clienti come un argomento misterioso, addirittura quasi magico, ho deciso di fare una breve recensione dei manuali che considero tra i migliori per chi voglia cominciare questo mestiere, ma anche per i clienti che vogliono vederci chiaro tra tante offerte e soluzioni.

I maggiori esperti americani parlano, infatti, di un’ambiente, quello del SEO, in cui furoreggia lo Snake Oil. What the hek is Snake Oil? Ok breve spiegazione: avete presente i vecchi film western dove un tizio sul carro declamava le proprietà curative di un misterioso sciroppo panacea di tutti i mali? Ecco quello sciroppo è lo Snake Oil (Olio di serpente). Naturalmente era tutta una truffa, ma il mistero e la dialettica dell’imbonitore lo rendevano un prodotto desiderabile.

Alcuni SEO continuano a convincere clienti spaesati che si possa arrivare nelle prima pagine di Google in pochissimo tempo e con pochi soldi, oppure che basti la registrazione sui motori di ricerca o peggio ancora utilizzano tecniche poco pulite note nell’insieme come Black Hat SEO per ottenere risultati immediati esponendo il loro cliente al rischio di essere bannato da Google per comportamento scorretto. Google è spietato e appena sgarri alza il cartellino rosso e sei fuori!

Andiamo dunque alla presentazione dei 3 libri consigliati!

Il primo dei manuali è Search Engine Optimization for Dummies, autore Peter Kent, editore Wiley. Questo libro come dice il titolo si rivolge a coloro che sono a digiuno di motori di ricerca e SEO. Manuale molto denso e corposo – 408 pagine – ma facilmente leggibile.

Tipico dello stile for dummies i capitoli sono molto amichevoli e discorsivi con qualche aneddoto divertente. Qualcuno leggendo il capitolo 3 rimarrà colpito nel leggere un affermazione molto forte di Peter Kent che a pagina 41 afferma:”Don’t Trust Your Web Designer” Peter con web agency e web designer ci va giù duro e afferma che non capiscono nulla di SEO e che anzi sono pericolosi per il destino del vostro sito:”Don’t rely on your Web designer to manage your SEO project. In fact, I know that many of you are reading this book because you did just that, and have realized the error of your ways“. Più chiaro di così!

Intendiamoci  nonostante abbia visto cose che voi umani…quelle sono le idee di Peter, io riguardo le web agency sono meno talebano!

Il secondo manuale consigliato ha come titolo Search Engine Optimization, Your visual blueprint for effective Internet marketing, autore Kristopher B. Jones, casa editrice  Wiley. Il punto di forza di questa guida blu è l’immagine. Quasi tutte le pagine sono infatti costruite con immagini e schermate con freccie ed indicazioni dei diversi punti trattati. Il libro di Kristopher B. Jones non è discorsivo ma sintetico e molto pratico. Moltissimi i temi introdotti che consentono di avere basi molto solide per approfondire. Molti i  paragrafi extra dove si leggono consigli utili e approfondimenti degli argomenti trattati.

Va detto che entrambi i manuali descrivono sia concetti validi in termini generali sia esempi di fenomeni e tool tipici del mercato USA. Cercate sempre di avere l’accortezza di contestualizzare e adattare i consigli al vostro mercato di riferimento, che non è detto che sia necessariamente quello italiano. Se ad esempio lavorate con la Francia cercate tutto quello che è specifico per quella lingua e quel mercato.

Last but not least il manuale di Aarron Walter dal titolo Building Findable Websites, Web Standards, SEO, and Beyond edito da New Riders. Questo è un manuale diverso da quelli descritti fino ad ora. Un manuale tecnico adatto ai webmaster, che consente di toccare con mano il codice html, css e php corretto per evitare problemi di indicizzazione nei motori di ricerca. Troverete però  anche consigli su come gestire Flash, Ajax e tutto ciò che caratterizza i siti attuali. Naturalmente se siete un marketer questo libro potrebbe spaventarvi, se siete  invece il webmaster del vostro sito potreste trovare un’ ancora di salvezza insperata. Il libro continua anche on line sul sito http://buildingfindablewebsites.com

Questi manuali sono come già detto un valido punto di inizio per chi vuole fare SEO o per i marketer che devono relazionarsi con chi dovra aiutarli nel posizionamento del loro sito. Chi desidera approfondire trova on line tantissima documentazione, ma spesso è troppa molto dispersiva.

C’è però un portale Alltop che racchiude il meglio tra i guru dell’argomento SEO, inoltre, e qui scusate se faccio un po’ di auto promozione, potete seguire il blog SEO per tutti.

Google Universal Search Video e Rane Bollite

4 November 2008, di Roldano De Persio

Aaron Wall altrimenti noto come l’autore dell’ autorevole SEO Book, ha scritto recentemente un post che suona come la campana a morto per un certo tipo di SEO e quindi di Web Marketing.

Nel suo Google Universal Search on Steroids? Aaron mette in luce l’inesorabile marcia di Google verso l’Universal Search e come questa avanzata spazzerà via sempre di più i publisher – le rane bollite – che ancora non si sono resi conto della minaccia incombente.

Il discorso di Aaaron Wall si può sintetizzare così:

Essere presenti sulla prima SERP diventerà sempre più una questione vitale. Essere sulla prima pagina è un must. Sei sulla seconda pagina? Allora è come se non esistessi.

Overall Percent of Clicks

Relative Click Volume

  1. 42.13%, 2,075,765 clicks
  2. 11.90%, 586,100 clicks
  3. 8.50%, 418,643 clicks
  4. 6.06%, 298,532 clicks
  5. 4.92%, 242,169 clicks
  6. 4.05%, 199,541 clicks
  7. 3.41%, 168,080 clicks
  8. 3.01%, 148,489 clicks
  9. 2.85%, 140,356 clicks
  10. 2.99%, 147,551 clicks
  1. 3.5x less
  2. 4.9x less
  3. 6.9x less
  4. 8.5x less
  5. 10.4x less
  6. 12.3x less
  7. 14.0x less
  8. 14.8x less
  9. 14.1x less
1st page totals: 89.82%, 4,425,226 clicks
2nd page totals: 10.18%, 501,397 clicks

fonte dati Seo Book

Ma la Google Universal Search e le rane bollite che c’azzeccano con la necessità di stare sulla prima pagina delle ricerche?

Semplice il graduale ed inesorabile shift verso l’Universal Search farà sì che la prima pagina si riempirà di news, video, foto,wikipedia e siccome il numero di risultati rimane costante ne consegue che la gara per rimanere in vetta con i vecchi metodi SEO diventerà feroce, ma inutile.

Se il cambiamento di rotta di Google fosse rapidissimo la rana publisher-editore-blogger scoprirebbe che l’acqua è diventata bollente e scatterebbero le contromisure. Google in realtà sta facendo tutto in maniera molto lenta, ma costante; la temperatura sale sale sale e le rane non si accorgono di nulla finche saranno tutte bollite.

Che fare allora?

Cominciate subito a produrre immagini e sopratutto video. Tra le altre cose in questo momento è anche conveniente comprare macchine fotografiche e videocamere perchè un bel po’ di hardware, causa recessione, viene venduto sotto costo.

Prima però di giocare a fare i grandi registi imparate come si fa televisione guardando e studiando quello che vien prodotto dai migliori. Ricordate che anche per fare un piccolo video amatoriale valgono le stesse regole di comunicazione dei grandi film. Se non sapete dove cominciare provate a seguire Microtubo e Microtubo TV.

Ok e poi?

Cercate di capire che bestia siete e puntate dritti al Vertical Search. Se ad esempio fate notizie iscrivetevi su Goolge News. Avete un blog? Cercate di essere presenti su Google Ricerca Blog. Il vostro sito ha delle foto interessanti? Cercate di essere primi su Google Ricerca immagini e cosi via.

Se ti interessa approfondire di più il discorso e vuoi sapere come migliorare la posizione del tuo sito ti consiglio di cliccare su Posizionamento sui motori di ricerca del tuo sito.

Esempio di SEO Book su Universal Search

Esempio di SEO Book su Universal Search

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Gmail non accedi al tuo account? Buona fortuna

5 October 2008, di Roldano De Persio

Sul New York Times è apparso un articolo di Randall Stross dedicato agli utenti di gmail, il diffusissimo servizio di posta di Google, che per qualche motivo si trovano impossibilitati ad accedere al loro account. Horror stories in cui il mal capitato non ha un centralino a cui chiedere spiegazioni. Casi in cui il blocco arriva fino a qualche settimana.

Tutto questo se non si sottoscrive il servizio professionale a pagamento Google Apps Premier Edition che costa 59 $ l’anno e da diritto all’assistenza telefonica.

Stessa storia con Yahoo e Microsoft. Il team intervistato da Stross spiega le difficolta organizzative che implicherebbe un customer care telefonico. Stross però sottolinea che Netflix con solo 350 centralinisti riesce a gestire più di 8 milioni di clienti. Come la mettiamo?

Cambiamo argomento.

Questo che sto per dire magari vi interessa di meno però ve lo dico lo stesso :)  Il post qui sopra è una replica di un post pubblicato sul dominio www.roldanodepersio.com e che ha per titolo proprio Gmail non accedi al tuo account? Buona fortuna. Perché replicare su un nuovo blog lo stesso post?

Se siete un SEO o roba simile e giocate a nascondino con Goggle la prima legge che dovete rispettare e quella del prova e controlla. In pratica ho preso un mio vecchio nome di dominio, che ammuffiva parcheggiato su Godaddy, quello che fa prezzi in stile Wall Mart, e l’ho rediretto verso un blog creato su Blogger. Cosa voglio provare, verificare, confermare?

The Marketer 2.0 ha ormai un PageRank pari a 5non fidatevi di quelli che dicono che il PageRank non conta, non è tutto ma conta – e quindi posso cominciare a donare valore a blog che hanno PageRank uguale a zero come ad esempio www.roldanodepersio.com oppure al progetto sulla televisione ai tempi di internet www.microtubo.com che ha un PageRank uguale a 3.

In teoria come ho detto sopra potrei verificare se il testo replicato influisce sull’indicizzazione, ma ora è tutto un cavolo perché ho scritto questo papiello in coda :)


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