Posts Tagged ‘Social Media Marketing’

Twitter Lesson One

17 November 2008, di Roldano De Persio

Twitter sta diventando sempre più di uso comune in tutto il mondo e le recenti elezioni USA hanno dimostrato che il cinguettio di Twitter può essere un utile strumento politico. Molti quando gli parlo di Twitter mi chiedono subito con aria diffidente:”a che serve?”. Spesso mi dicono:”Ah ma a me non serve, io non ci faccio nulla” e così via.

Questa è ovviamente normale amministrazione per chi si occupa di comunicazione e marketing; ci vogliono mesi se non anni per far digerire al grosso della truppa quello che gli early adopter fanno all’istante senza pensarci su troppo. Telefono, radio, televisione, internet, Facebook e fra poco Twitter sono dovuti tutti passare per il purgatorio, per l’anticamera della diffidenza delle masse. Le masse per loro natura sono pigre ed hanno una forza d’inerzia gigantesca.

Twitter quindi a che serve? Che ci si può fare di utile o anche solo di divertente?

Twitter è per prima cosa uno strumento di comunicazione rapido ed efficiente. In poco tempo potete avvisare i vostri contatti che state facendo qualcosa oppure potete chiedere i loro aiuto per risolvere un problema di cui non riuscite a venirne a capo: avete pubblicato un post sul vostro blog? scrivetelo su Twitter. Avete scoperto un ristorante economico scrivetelo su Twitter. Cercate qualcuno che vi suggerisca dove trovare un notebook a prezzi convenienti? Scrivetelo su Twitter. Il vostro PC non funziona oppure vi siete beccati un virus? Cercate su Twitter qualcuno che vi possa dare indicazioni utili per risolvere il problema.

E le aziende che benefici posso avere dall’utilizzo di Twitter?

Presidiare i Social Media sta diventando un obbligo per chi desidera continuare a fare affari nel XXI secolo e  Twitter può diventare un servizio a costo quasi zero per le aziende che desiderano fornire assistenza tecnica oppure informazioni alla loro clientela.

Un esempio significativo è la massiccia presenza su Twitter espressa da vari account della texana DELL. Twitter come CRM e come ulteriore canale di vendita.

Stare su Twitter per un’ azienda non richiede massicci investimenti come è successo per Second Life. Twitter inoltre costringe ad essere rapidi e sintetici (140 caratteri) e consente di avere una corrispondenza diretta con chi è diventato un vostro contatto attivo (follower). Sottolineo che non è necessario essere una grossa corporation USA per usare Twitter e persino un piccolo alberghetto di Milano o Palermo può mantenere ottimi rapporti con i propri clienti.

E voi per cosa usate Twitter? Nella vostra azienda avete attivato un canale Twitter?

UPDATE

Ho appena letto un post pubblicato oggi su Pistachio che riporta l’esempio di Twitter di un uso interessante di Twitter fatto dal proprietario di CoffeeGroundz, un Cafe di Huston, Texas.

I costi del Social Media Marketing

30 June 2008, di Roldano De Persio

Lisa McNeill lavora come Social Media Strategist per Ignite, una Social Media Agency americana e scrive sul corporate blog dell’agenzia o sulle news del sito dell’agenzia.

Questa volta Lisa ha pubblicato una news in cui evidenzia molto bene come spesso le aziende, una volta compresa la necessità di affrontare il discorso Social Media, corrano ingenuamente il rischio di realizzare tutto internamente sottovalutanto il fatto che i Social Media hanno una caratteristica essenziale: consumano tutto il tuo tempo. I Social Media sono Time consuming.

Lisa MacNeil scrive:”Lets face it: even though social media marketing is generally less expensive in the long-run than traditional mass-marketing, it still poses a rather large expense on a company in regards to staff and resources. For instance, a company trying to employ social media marketing without hiring an agency would require its entire marketing department to become up to speed in social media marketing, internal staff to be trained and/or new staff hired, and a generous amount of internal resources in order to effectively employ the social media tactics.”

Certe aziende dovrebbero capire che anche il tempo è denaro.

Qui di seguito un podcast di PodTech con la testimonianza di Paula Drum (VP of marketing for H&R) che condivide con noi ascoltatori la sorpresa di quanto tempo e quante risorse implica utilizzare in maniera professionale e produttiva i Social Media.

La soluzione Social Media Marketing

25 February 2008, di Roldano De Persio

Joshua Porter qualche giorno fa ha pubblicato un post il cui titolo The Problem with Social Media Marketing chiarisce fin da subito il suo pensiero riguardo il social media marketing: i social media non migliorano l’opinione del customer ma l’amplificano soltanto e alcuni social media marketer invece mistificano le cose, creano appunto il problema, facendo credere che i social media siano di per sé sufficienti ad incrementare le vendite.

Concordo pienamente con l’opinione di Joshua anche perché nel caso dei social media vale ancora il vecchio detto informatico, garbage in garbage out, se metti immondizia dentro l’immondizia riesce fuori. I computer non fanno miracoli o magie figuriamoci i social media.

Tutti noi ci stiamo muovendo a grande velocità verso un mondo dove il rumore di fondo comunicativo diventa sempre più grande fino a diventare un vero frastuono. Siamo assuefatti e disorientati dalla troppa offerta, il classico advertising ha così raggiunto il suo limite naturale. Importare questo rumore assordante nei social media può avere solo effetti controproducenti, ma utilizzare i social media come scatole vuote o rimanere in silenzio di fronte alle richieste dei propri interlocutori può avere effetti ancora più devastanti. “In medio stat virtus” dicevano i latini e quindi è importante conversare, dialogare per migliorare i rapporti, per aumentare la fiducia reciproca.

I social media proprio perchè sono enormi casse di risonanza dove si possono sviluppare fenomeni virali rappresentano un’ enorme opportunità per le aziende che hanno a cuore la qualità dei loro prodotti e dei servizi che offrono; sono però anche una grossa minaccia per le società che puntano solo ai grandi numeri e all’incremento del fatturato. Queste sono, infatti, aziende col fiato corto non abituate ad avere un dialogo costruttivo con i propri clienti; clienti che alla prima occasione, se trattati male, le ripagheranno con la stessa moneta.


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