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Usabilità – intervista a Stefano Dominici di UserTest/Lab

5 May 2009, di Roldano De Persio

Il SEO, Il SEM e più in generale la Findability, sono essenziali per essere visibili su Internet. Milioni di persone ogni giorno fanno ricerche di tutti i tipi utilizzando Google e i siti presenti nelle prime SERP sono quelli più avvantaggiati in termini di traffico. L’interazione con le interfaccie non si limita però al solo Web. Ogni giorno, chi più e chi meno, veniamo in contatto con qualche software che ci serve per fare qualche operazione. La crescita esplosiva della tecnologia digitale rende tutto questo inesorabile e inarrestabile e noi ne subiremo comunque le conseguenze.

Esiste un problema reale però. Siamo noi che ci dobbiamo adattare alla macchine e ai software o deve essere tutto il contrario? Se la tecnologia serve per semplificare la vita la seconda opzione è quella più naturale e corretta. L’usabilità è una disciplina che si occupa proprio di come migliorare le relazioni uomo macchina.

Nei giorni scorsi ho avuto il piacere di intervistare Stefano Dominici di UserTest/Lab per capire meglio il concetto di usabilità. Stefano Dominici è anche autore del blog progettareperlepersone

Ecco l’intervista:

Stefano ci puoi spiegare che cosa è l’usabilità?
L’usabilità è un termine che copre due diversi concetti. Nel primo, l’usabilità definisce la qualità di un sistema di qualunque tipo e quindi, nel nostro campo, ci permette di valutare quanto sia facile da utilizzare, quindi usabile, una applicazione software o un sito web. Nel secondo, l’usabilità è intesa come processo ed è parte integrante dello User-Centred Design.

In breve che cosa si intende per User-Centred Design?
Lo User-Centred Design o UCD è un approccio progettuale che coinvolge le persone reali nello sviluppo dell’applicazione o del sito web. In particolare lo UCD prevede che siano svolte delle ricerche a monte del progetto, per individuare obiettivi, esigenze e motivazioni che permettano di progettare un prodotto che garantisca un’esperienza efficace e coinvolgente. In modo estremamente sintetico possiamo dire che con lo UCD si possono sviluppare applicazioni software e siti web veramente usabili.

Quali sono i vantaggi economici in termini di ritorno di investimento (ROI) nell’avere un sito web usabile?

Un sito web usabile, che faciliti il reperimento delle informazioni desiderate o renda efficente una procedura di acquisto, porta grandi vantaggi in termini economici e di immagine. Per esempio, meno chiamate a un call center si traduce in costi minori, un maggior numero di prodotti acquistati porta a incassi maggiori.

C’è differenza tra usabilità e accessibilità?
Si, anche se spesso sono confuse. L’accessibilità di un sistema è semplicemente una caratteristica, che riguarda la sua capacità di utilizzo in determinati contesti d’uso. Non per questo, per esempio, un sito web accessibile è anche usabile. Anzi, spesso è vero il contrario, perché tutta l’attenzione viene posta sulla qualità del codice e si tralascia l’usabilità. Pensiamo alla navigazione di un sito web da parte di un non vedente. Lo screen reader può leggere perfettamente la pagina, ma quello che viene letto è scritto in maniera usabile? La persona riesce facilmente a trovare quello che cerca? Nella maggior parte dei casi la risposta è no.

10 consigli pratici per l’Usability in tempo di crisi

7 April 2009, di Roldano De Persio

Utilizzare le tecniche e i metodi del SEO per farsi trovare in rete è sempre più importante e tutti ormai comprese le aziende più indietro hanno compreso l’importanza strategica di Google. Eppure qualcosa ancora non funziona per il verso giusto. Il SEO e più in generale il SEM sono efficaci per drenare traffico verso il sito internet o più intelligentemente verso la landing page, ma ricevere tante visite non serve a nulla se queste non si tramutano in qualche tipo di action.

Un sito web, un blog, un e-commerce sono interfaccie e più sono complicate, quindi  meno usabili tanto più il numero di abbandoni diventa maggiore. Capire come funziona un oggetto sconosciuto, comprendere quali sono i tasti da pigiare, capire come posso ottenere quello che voglio in quel preciso momento sono essenziali per trattenere chi tramite una ricerca su Google è planato casualomente sul nostro spazio virtuale.

Usability è la parola d’ordine. Senza Usability ogni sforzo e ogni euro investito in SEO è buttato dalla finestra. Quante aziende sono consapevoli di questo? Quanti sono i corsi e gli esperti SEO e quanti sono invece  gli esperti di Usability?

Questa crisi mondiale colpisce tutto e tutti, compresa la cenerentola Usability. Il sempre ottimo Putting People First ha pubblicato un articolo di Tom Tullis pubblicato su Journal of Usability Studies e nella sua introduzione Avi Parush scrive:”L’ingegneria dell’usabilità ha sempre riguardato l’effettività dei costi ed un valore aggiunto visibile. Tuttavia, con la crisi economica globale che stiamo affrontando, l’ingegneria dell’usabilità potrebbe essere tra i primi a patire. Con molto tempismo, Tom Tullis condivide considerazioni basate sull’esperienza e ben documentate e consigli sul come sopravvivere alla crisi. Nel suo “Tips for Usability Professionals in a Down Economy”, Tom presenta 10 consigli pratici sul come massimizzare l’efficienza del nostro lavoro, fornendo nel frattempo il valore aggiunto dell’usabilità.”

L’elenco dei consigli pratici enunciati da Tom Tullis è questo:

  1. Be More Efficient with Your Usability Tests
  2. Get More Data with Less Work
  3. Deepen Your Usability Skills
  4. Broaden Your Other Skills
  5. Demonstrate Business Value
  6. Keep up on Technology
  7. Keep Tabs on Competitors
  8. Maximize Your Visibility
  9. Compare Design Alternatives
  10. Don’t Re-invent the Wheel

Tutti questi Tips for Usability Professionals in a Down Economy vengono ampiamente spiegati nell’articolo che si può liberamente e gratuitamente scaricare qui.

Stefano Dominici, un ottimo esperto di Usability ha scritto su progettareperlepersone un piccolo ma significativo post che dimostra come da noi l’Usability abbia ancora molta strada da fare.

Anche se a prima vista non centra nulla termino ricordando le centinaia di morti del terremoto in Abruzzo. Il titolo del blog di Stefano Dominici, Progettare per le persone,  ci dovrebbe essere sempre da monito, anche fuori dal web.


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