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La rivoluzione culturale di Facebook

Monday, November 17th, 2008

Sono giorni che mi confronto, leggo e rileggo indagini e opinioni su Facebook e mi convinco sempre più che in atto una rivoluzione culturale. Negli anni più duri del comunismo cinese i giovani universitari hanno dato vita ad un periodo del terrore in cui i vecchi capi del partito comunista venivano rifiutati e costretti con metodi anche violenti ad una rieducazione forzata.

I ventenni come perno della rivoluzione cinese. Ecco comincio a sospettare che il rifiuto di Facebook espresso da tanti nostri blogger “anziani”, ma anche miei coetanei non blogger non sia nulla più che il sintomo della rivoluzione culturale portata avanti dai nostri ventenni in maniera forse inconscia e comunque non curante di ciò che pensa di loro il mondo passato che per uno strano scherzo della storia, gli è anche contemporaneo.

“Dovendo riassumere, direi questo: tutti a sentire, nell’aria, un’incomprensibile apocalisse imminente; e, ovunque, questa voce che corre: stanno arrivando i barbari. Vedi menti raffinate scrutare l’arrivo dell’invasione con gli occhi fissi nell’orizzonte della televisione. Professori capaci, dalle loro cattedre, misurano nei silenzi dei loro allievi le rovine che si è lasciato dietro il passaggio di un’orda che, in effetti, nessuno però è riuscito a vedere. E intorno a quel che si scrive o si immagina aleggia lo sguardo smarrito di esegeti che, sgomenti, raccontano una terra saccheggiata da predatori senza cultura.” Così sono e saranno I barbari di Baricco, assolutamente nuovi e allo stesso tempo disinteressati di ciò che sono o meglio furono i fratelli maggiori dell’età 30/40 anni.

Facebook è una creatura di un ventenne che ha saputo parlare ai suoi coetanei per il semplice fattto che è uno di loro. Una nazione gerontologica come la nostra reagisce in maniera scomposta ed infastidita da un fenomeno nuovo che ignora le gerarchie e le classifiche dei blogger. I nostri ventenni sono una generazione  che va avanti veloce come i bit, che passa oltre e che se oggi Facebook chiudesse si trasferirebbe in massa su un altro Social Network come in passato fecero gli Unni, i barbari antichi, nelle praterie dell’Eurasia.

In tempi non sospetti avevo registrato che Facebook è roba da ventenni e tutto quello che sta accadendo ora non fa altro che confermare le ipotesi.

Potrei portare mille esempi, ma il primo che mi viene in mente è quello di alcune giovani ragazze ventenni appunto che aspettavano davanti ad un portone per fare un colloquio di lavoro a Monti, qui a Roma, per essere assunte da American Apparel. Alla mia richiesta su dove avessero letto l’annuncio di lavoro, la risposta quasi ad unisono è stata:”Facebook!”

Il resto è nulla.

Se ti interessa approfondire il discorso sugli aspetti comunicativi e marketing di Facebook puoi proseguire andando sul blog specifico Facebook Marketing.

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Facebook è roba da ventenni, per fortuna!

Saturday, July 5th, 2008

Facebook è un Social Network che negli ultimi tempi è emerso come il maggior competitor del Social Network gigante di proprietà di Rupert Murdoch e noto con il nome di MySpace.

Facebook ha raggiunto la ragguardevole cifra di 80 milioni di iscritti in tutto il mondo, con un flusso di 250.000 nuovi iscritti al giorno. Un vero e proprio buco nero che, grazie alle applicazioni è in grado di attirare e intrattenere milioni di persone.

Facebook come tutti i Social Network, nonostante il pensiero negativo di alcuni sedicenti guru, è qui per rimanere e cambiare il volto delle relazioni umane. La stessa cosa in passato è avvenuta con Internet e poi con Google.

Le vecchie generazioni non capiscono e ripetono sempre le solite frasi, ormai logore:”E’ una moda”, “A me non serve”,”Lo trovo troppo infantile”, etc.

Ieri ho rivisto l’ultimo film dei fratelli Ethan Coen e Joel Coen, No Country for Old Men, in italiano reso con Non è un paese per vecchi. Un film a mio avviso stupendo da vedere se possibile in versione originale, l’inflessione dialettale, l’accento dei personaggi texani fornisce, infatti, un valore aggiunto al film.

Il film dei fratelli Coen rappresenta  esattamente quello che sta avvenendo con le tecnologie digitali ed in questo caso con i Social Network. Le vecchie generazioni semplicemente non capiscono, si stupiscono e pensano ai bei tempi andati.

Il guaio è che questo modo anziano e ansioso di pensare è parte integrante della cultura di molte aziende. Il fenomeno della cultura digitale e collaborativa è talmente vistoso che perfino i consigli di amministrazione delle corporate se ne sono accorti, eppure si procede ancora a piccoli ed esitanti passi.

I ventenni, la famigerata generazione Y, insomma “questa gente” come viene additata dai vecchi nel film dei fratelli Coen, procede spedita nello stravolgimento del paesaggio.

Anche qui in Italia sono i ventenni il nocciolo duro della popolazione di Facebook come ho avuto modo di scoprire in uno studio che sto facendo sulle caratteristiche etniche e demografiche dei Social Network.

Riporto qui una citazione del pensiero dello scrittore Alessandro Baricco, che rappresenta in maniera più potente quello che io ho solamente abbozzato.

Dovendo riassumere, direi questo: tutti a sentire, nell’aria, un’incomprensibile apocalisse imminente; e, ovunque, questa voce che corre: stanno arrivando i barbari. Vedi menti raffinate scrutare l’arrivo dell’invasione con gli occhi fissi nell’orizzonte della televisione. Professori capaci, dalle loro cattedre, misurano nei silenzi dei loro allievi le rovine che si è lasciato dietro il passaggio di un’orda che, in effetti, nessuno però è riuscito a vedere. E intorno a quel che si scrive o si immagina aleggia lo sguardo smarrito di esegeti che, sgomenti, raccontano una terra saccheggiata da predatori senza cultura. I barbari, eccoli qua. Ora: nel mio mondo scarseggia l’onestà intellettuale, ma non l’intelligenza. Non sono tutti ammattiti. Vedono qualcosa che c’è. Ma quel che c’è, io non riesco a guardarlo con quegli occhi lì. Qualcosa non mi torna.”

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