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Quale futuro per YouTube?

21 December 2009, di Emanuela De Vecchi

Prevedere le tendenze del mercato è il terreno su cui i marketers giocano le loro principali sfide. Arrivare primi e anticipare la concorrenza può significare essere leader di settore, avviare nuovi business e conquistare nuovi clienti. I campi su cui si concentra una grande attenzione continuano ad essere i social network, con Facebook in testa, seguito da Twitter e YouTube. 

E’ recente la notizia che negli USA YouTube abbia preso accordi con le principali tv mainstream per la trasmissione di episodi di serie tv in streaming. La presenza delle tv generaliste all’interno di YouTube si fa sempre più pressante rivelando la natura duale di YouTube, che vede da una parte gli utenti con i loro video amatoriali e dall’altra le tv mainstream con i contenuti professionali. Le due anime di YouTube mal si sopportano, come descritto nel libro recentemente tradotto di Jean Burgess e Joshua Green:

“Le controversie rivelano idee in competizione sulla funzione di YouTube, un sito e social network prodotto da una comunità di pratiche oppure un archivio caotico di video vernacolari strani, meravigliosi e trash oppure ancora una piattaforma di distribuzione per l’intrattenimento offerto dai Big Media”

youtube-jean-burgess-joshua-green

Se è vero che da una parte YouTube deve provvedere al proprio sostentamento, per il quale fa ricorso a partner commerciali del mondo dei media, è anche vero che gli YouTuber ‘pretendono’ dall’azienda una sorta di tutela per la loro comunità.

C’è anche un altro aspetto da non sottovalutare. Le tv mainstream hanno una grande influenza su YouTube in merito alle questioni legate al copyright. E’ di questi giorni la notizia della causa vinta da Mediaset che condanna YouTube alla rimozione di tutti i contenuti del Grande Fratello e ad una sanzione amministrativa.

“Abbiamo cronache sulle strategie di gestione del copyright da parte di YouTube, le controversie risolte, i compromessi accettati, i video rimossi, tutte informazioni oggetto di attenzioni in quanto collegate alla sempre incombente valanga di azioni legali che potrebbero in qualsiasi momento mettere l’azienda in ginocchio” da YouTube di Jean Burgess e Joshua Green

Gli accordi di YouTube con le tv mainstream, così come l’apertura di Facebook a nuove modalità per raccogliere inserzionisti, rivela in maniera evidente come il mondo della cultura partecipativa fine a sé stesso non crea business, cioè non fa girare soldi. Sono necessari modelli di business che permettano ai social network di sostenersi. Facebook pare che abbia trovato questo modello nella vendita di spazi pubblicitari, Twitter aprirà le porte del proprio codice a Google, Bing e altri sviluppatori, e YouTube strizzerà sempre più l’occhio alle tv commerciali a scapito (forse) degli utenti.

Questo nuovo scenario insinua in me un dubbio: è forse il web partecipativo destinato a finire, soppiantato da macchine trita-soldi? E’ stato forse solo un periodo transitorio di sperimentazione per aprire nuovi scenari di business e acquisire finanziatori? Le attenzioni dei social network saranno rivolte sempre più verso i propri partner piuttosto che verso i propri utenti?

Non ci resta che restare alla finestra e osservare.

Questo post è stato scritto da Emanuela De Vecchi e la puoi contattare qui.

YouTube e la vera guerra di Mediaset

27 January 2009, di Roldano De Persio

In questi giorni divampano le polemiche e le voci dissenzienti su un disegno di legge riguardante internet, i diritti d’autore e il comitato tecnico contro la pirateria digitale. Ricordiamo inoltre, che sullo sfondo rimane ancora la causa tra Mediaset e YouTube sui contenuti uploadati illegalmente sulla piattaforma Made in Google.

Sarà, ma io ho come l’impressione che la questione dei diritti di autore sia un falso problema, o meglio una specie di specchietto per le allodole per distrarre l’attenzione dal vero problema, che hanno le televisioni generaliste e più nello specifico le televisioni commerciali come quelle che fanno capo al gruppo  Mediaset.

Piccolo preambolo.

La televisione di stato sia qui RAI che nel resto dei paesi d’Europa gode di un sussidio chiamato canone, che alla fine non è altro che una tassa di possesso, utilizzata per finanziare la televisione pubblica. In Francia Sarkozy ha voluto addirittura estendere la tassa alle televisioni commerciali pur di liberare dalla pubblicità almeno un canale della televisione pubblica.

Ora se le televisioni pubbliche sono protette dal gelo delle flessioni del mercato pubblicitario, specie in questo momento di recessione globale, chi è che ne patisce in pieno le conseguenze ? Risposta: la televisione generalista commerciale. Ricordatevi che Sky è sì commerciale, ma ha l’abbonamento!

Le televisioni commerciali di tutto il mondo hanno bisogno della pubblicità come il pane. La pubblicità arriva però quando ci sono quelle che gli americani chiamano eye balls, in gergo più tecnico Audience.

Più Pubblico Più Pubblicità!

Il guaio è che il pubblico se ne sta andando su Internet e Paperissima non lo guarda più solo su Canale 5 bensi su uno dei cento milioni di canali YouTube. C’è un emorragia di telespettatori che fa paura.

In tempi di vacche grasse concorrenti come Sky e YouTube si potevano pure tollerare. Ora che accanto ad Auditel vengono effettuate le misurazioni dei pubblici degli altri canali – Satellite e Internet – e saltano fuori certi risultati appare evidente come questi nuovi attori si stiano succhiando spettatori e pubblicità.

Traete voi le conclusioni.

Youtube UGC e Corsi d’Inglese

18 December 2008, di Roldano De Persio

Ultimamente dedico molto tempo a YouTube, molto più di quanto già non facessi prima, perché in questo momento – piccolo disclaimer – mi occupo del marketing e della comunicazione di Sithome la prima sitcom italiana 2.0.

YouTube è come ben sapete il regno dello UGC ( User Generated Content ), ma è anche un posto che a saper guardare bene si impara sempre molto di comunicazione in quanto è pieno di esempi da analizzare e riprodurre. Ogni giorno su YouTube nascono centinaia di storie, show e nuove idee. YouTube è sempre una palestra continua dove solo i migliori possono farcela e se non si è bravi, costanti e pieni di inventiva si è presto dimenticati. YouTube è un arena moderna dove i gladiatori combattono una lotta all’ultimo sangue e gli spettatori/commentatori parteggiano per i contendenti o ne designano la sconfitta e l’oblio. YouTube non punta però alla qualità e per i palati più schizzinosi che non interessano di grandi numeri consiglio vivamente altre piattaforme come ad esempio Vimeo.

Uno tra i più originali ed interessanti esempi di UGC ( User Generated Content ) è Misterduncan un canale YouTube dove è possile seguire dei video corsi di lingua inglese. Duncan James aka Misterduncan è un insegnante di lingua inglese che vive e lavora nel Regno Unito e che ha concepito un format di corsi di lingua inglese completamente gratuiti.

Misterduncan è uno piccolo show in cui l’informazione è resa in forma divertente ed accattivante, un modello questo molto diffuso su YouTube e che va sotto il nome di Infotainment. L’Infotainment, come riportato su Wikipedia, ha come scopo quello di fare spettacolo all’interno dei programmi che dovrebbero essere informativi.

Visto che parliamo di video l’esempio qui sotto vale molto più di mille parole:

Mumbai Attacco Terroristico Documentato da Twitter Flickr YouTube LiveLeak.com

27 November 2008, di Roldano De Persio

In questo momento stanno arrivando notizie di un attacco terroristico che è ancora in corso a Mumbai, India. Il numero di morti è purtroppo elevato, sembra siano 80 e non si sa come si evolverà la situazione, anche se è certo che ci siano ostaggi. L’unica cosa certa ora è che i parenti delle persone che si trovano a Mumbai per lavoro o per turismo stanno seguendo con ansia le notizie che arrivano dai notiziari, ma non solo!

Anche questa volta, come in tragici fatti precedenti, il Web 2.0 si sta rivelando un’enorme fonte di notizie molto più tempestiva e informativa di quanto può essere l’ormai vetusta CNN.

TwitterFlickr e Youtube si stanno, infatti, riempiendo rapidamente di notizie ed emozioni di persone che vivono a Mumbay, ma anche di richieste preoccupate di familiari o amici che cercano di avere notizie di prima mano. Perfino la quasi statica Wikipedia ha già pronta la sua pagina di storia su questo attacco terroristico!

Se avessimo ancora qualche dubbio sulla maggiore tempestività del web 2.0 rispetto agli organi di stampa ufficiali questa tragica occasione chiude per sempre la partita senza la minima possibilità di discussione.

Il problema per i giornali e le televisioni è che anche sul fronte della completezza il web, la tanto vituperata internet supera di slancio gli organi di stampa ufficiali che tacciono o nascondono centinaia di notizie e informazioni al pubblico occidentale.

Un piccolo, ma efficacie esempio, è un video caricato sul meno noto, ma più cruento e vero LiveLeak.com dove è possibile vedere le truppe USA e Britanniche in Afghanistan in azione. In questo video appare evidente che le truppe occidentali non è che la mandino a dire quando si tratta di sterminare come bacarozzi centinaia di talebani.

Perdonate la franchezza, ma dopo l’attacco di questa sera non è che la cosa mi dispiaccia poi molto. Tanto per rinfrescare la memoria ieri era la giornata indetta contro la violenza sulle donne e sul mio vocabolario talebani e donne fanno a cazzotti :)


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